Argentina: situazione economica e prospettive per il Made in Italy

Argentina: situazione economica e prospettive per il Made in Italy

Pubblicato il 13/03/2026

L’Argentina, con un prodotto interno lordo pari a circa 640 miliardi di dollari, è la terza economia dell’America Latina.


Il Paese è integrato nel Mercosur e può contare su grandi riserve di idrocarburi e di minerali (oro, argento, litio e bronzo) e su caratteristiche ottimali per produrre energia rinnovabile a costi vantaggiosi.


La qualità e la diversità dei prodotti agroalimentari consentono all’Argentina di essere il terzo esportatore alimentare al mondo.


Il tessuto infrastrutturale è formato da una buona rete stradale e ferroviaria, porti marittimi e fluviali e aeroporti ben distribuiti su tutto il territorio nazionale.


Vi è una buona copertura energetica e sono presenti alti livelli di connettività ad internet, con un 75% circa di banda larga.


Interscambio commerciale Italia – Argentina


L’Italia si colloca in ottava posizione tra i Paesi fornitori dell’Argentina.


Nei primi 9 mesi del 2025, l’interscambio dell’Argentina con l’Italia ha raggiunto il valore di 1,57 miliardi di euro:

- le esportazioni dell’Argentina hanno raggiunto 553 milioni di euro (+10% rispetto allo stesso periodo del 2024) con una quota di mercato dello 0,98%
- le importazioni argentine dall’Italia 1,02 miliardi di euro (+12% rispetto allo stesso periodo del 2024) con una quota di mercato del 2%.



Principali voci delle importazioni argentine dall’Italia per settore e relative fiere/esposizioni:


  1. caldaie, macchine, apparecchi e congegni meccanici (430 milioni di euro con una quota del 42%)
  2. prodotti farmaceutici per 92 milioni di euro (quota dell’9%)
  3. strumenti e apparecchi di ottica, per fotografia e per cinematografia, di misura, di controllo o di precisione per 72 milioni di euro (quota del 7%)
  4. automobili, trattori, motocicli, loro parti e accessori per 59,61 milioni di euro (quota del 5,8%)
  5. macchine, apparecchi e materiale elettrico e loro parti per 57,4 milioni di euro (quota del 5,59%)
  6. prodotti alimentari e bevande per un valore di 28,51 milioni di euro (+63,11% rispetto allo stesso periodo del 2024), di cui 26,43 milioni di euro di alimentari e 2,08 milioni di euro di bevande.


Exposición Internacional del sector HVAC-R, aire acondicionado, calefacción, ventilación, refrigeración y agua caliente sanitaria - Centro de Exposición de Buenos Aires ​|​ 9 - 11 settembre
A​utomechanika Buenos Aires 2026 - La Rural – Buenos Aires ​​|​ 8 - 11 aprile
Hotelga Feria Internacional del sector Hotelero y Gastronómico- La Rural – Buenos Aires ​| 2 - 4 settembre
T​ecno Fida 2026 Exposición Internacional de Tecnología Alimentaria, Aditivos e Ingredientes ​ -​ La Rural – Buenos Aires ​​|​ ​15 - 18 settembre


Si contano oltre 300 imprese con capitale italiano operanti nel Paese (alcune grandi aziende sono presenti da più di cento anni) in settori come l’automotive, l’energia, le infrastrutture e l’agroalimentare. Impiegano circa 16.500 addetti e fatturano complessivamente quasi 2.6 miliardi di euro.







Opportunità commerciali per le imprese italiane


L’ Ambasciata d’Italia a Buenos Aires ha pubblicato l’edizione 2026 della Guida alle opportunità commerciali e di investimento in Argentina per le aziende italiane. Tra i settori più promettenti per le esportazioni segnala:


Macchinari Settore Food & Beverage


La produzione agro-alimentare contribuisce al 30% del PIL dell’Argentina. Molto spesso le imprese locali non dispongono di tecnologia di ultima generazione, esistono quindi opportunità nella trasformazione alimentare, packaging, imbottigliamento di vini, olio, succhi di frutta.


Macchinari per coltivazioni di piccole dimensioni


L’Argentina, essendo specializzata nella produzione su larga scala nel settore agricolo, non privilegia la produzione di macchinari, attrezzature e tecnologia per le coltivazioni di piccole dimensioni.


Macchine per la concia e la lavorazione della pelle


L’Italia è il primo Paese fornitore dell’Argentina con una quota di mercato del 94% nel 2023. Buono il posizionamento anche nel comparto dei Macchinari per calzaturifici (quota del 15%).


Gioielleria e Occhialeria


La produzione italiana di entrambi i settori è apprezzata in particolare nelle grandi città Buenos Aires, Cordoba, Santa Fe e Mendoza.


Prodotti farmaceutici


Rappresenta una delle principali voci delle importazioni argentina dall’Italia e le previsioni sono positive.


Inflazione, riforma lavoro, previsioni Pil


Secondo l’ultimo Rapporto di politica monetaria (IPOM) della Banca Centrale Argentina (BCRA), il programma di stabilizzazione ha consentito progressi sostenuti.
Il raggiungimento dell'equilibrio di bilancio e il rafforzamento del bilancio della Banca centrale hanno contribuito a ridurre l'inflazione. Nel 2025 è stato registrato il tasso di inflazione al dettaglio più basso degli ultimi otto anni (+31,5%).

La coerenza delle politiche fiscali e monetarie adottate e le riforme microeconomiche per eliminare gli ostacoli burocratici e favorire la liberalizzazione commerciale hanno consentito all'economia argentina di convergere verso un equilibrio di breve termine. La prospettiva di ulteriori riforme strutturali rafforza le aspettative sulla sostenibilità a lungo termine.

Grazie a questi progressi, al supporto del Fondo Monetario Internazionale (l’11 aprile 2025 ha approvato un nuovo programma di sostegno da oltre 20 miliardi di dollari per ricostituire parte delle riserve valutarie e favorire una graduale normalizzazione del regime valutario) l'Argentina è stata reintegrata nel sistema finanziario internazionale e nella comunità finanziaria globale, in un contesto di rinnovato interesse.

L'attività economica nel 2025 ha registrato una crescita media superiore al 4% rispetto al 2024 (tasso superiore a qualsiasi anno precedente della serie storica). L'aumento dell'attività è stato diffuso, in particolare nei settori dell'intermediazione finanziaria, alberghiero e ristorazione, minerario, edile, agricolo e commerciale. Il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre del 2025 al 6,6% della popolazione economicamente attiva si è assestato su un livello storicamente basso.

La Camera argentina ha recentemente approvato la riforma del lavoro di Milei che introduce giornate lavorative fino a 12 ore, nuove regole per ferie e indennità di licenziamento (che di fatto alleggeriscono il costo dell’uscita dal rapporto di lavoro per le imprese). Il testo è passato al Senato per l’approvazione definitiva tra proteste e scioperi. L’obiettivo del governo: ridurre il costo del lavoro, favorire nuove assunzioni, meno rigidità e più libertà contrattuale.

La domanda interna ed esterna è aumentata. Secondo i dati del terzo trimestre 2025:
- i consumi privati ​​+9,1%
- gli investimenti +23,6%
- le esportazioni di beni e servizi +6,8%.

La ripresa del credito e dei salari reali sono stati i principali motori dell'aumento della domanda interna, mentre la crescita del raccolto agricolo e l'espansione della produzione di petrolio e gas a Vaca Muerta sono stati i principali fattori dell'aumento delle esportazioni.

Le esportazioni di beni nel 2025 hanno raggiunto il livello più alto di sempre nel quarto trimestre, sia in dollari correnti che in volume.
In questo contesto di domanda crescente e liberalizzazione degli scambi, le importazioni di beni e servizi in Argentina sono cresciute del 33,6%.

La Banca centrale argentina prevede che il Pil crescerà:
- del 3,5% nel 2026
- del 3,2% nel 2027
- del 3,1% nel 2028.

L'inflazione continuerà a scendere a circa il 20% su base annua entro dicembre 2026 (-11,4% rispetto a dicembre 2025).

La ripresa dell'attività economica e la normalizzazione dei tassi di interesse passivi creano uno scenario favorevole per l'espansione del credito nel 2026 (anche se ancora al di sotto dei livelli osservati negli altri paesi della regione)


Incentivi ai grandi investimenti (RIGI)


La riduzione del rischio Paese, le riforme strutturali in corso (riduzione fiscale, deregolamentazione e apertura economica, modernizzazione del mercato del lavoro) e gli investimenti favoriti dal Regime di Incentivi ai Grandi Investimenti (RIGI), consentiranno di sostenere il trend di crescita nei prossimi anni, ponendo fine alla stagnazione che l'economia argentina stava attraversando da oltre 10 anni.

Per stimolare e attrarre gli Investimenti diretti esteri superiori ai 200 milioni di dollari, il RIGI offre incentivi fiscali, doganali e valutari:
- riduzione dell'aliquota dell'imposta sul reddito delle società dal 35% al ​​25%
- rimborsi dell'imposta sul valore aggiunto (IVA)
- zero dazi doganali sulle esportazioni derivanti da questi investimenti.

Offrendo stabilità fiscale per 30 anni, procedure semplificate e incentivi per gli investimenti, il RIGI migliora le opportunità in settori chiave: petrolio e gas (sfruttamento giacimenti Vaca Muerta), produzione di energia solare e eolica, acciaio, tecnologia e attività minerarie (litio, rame, oro e argento), industria siderurgica e metallurgica.

Fonte: Doing business in Argentina (PromArgentina en colaboración con Deloitte)


Supporto SIMEST per l’America Latina


La Misura America centrale o meridionale di SIMEST supporta gli investimenti produttivi e commerciali e il rafforzamento patrimoniale delle imprese italiane con interessi strategici in America meridionale.


Sono finanziabili anche le spese legate all’individuazione di nuove opportunità di business e le spese promozionali (store temporanei, consulenza strategica per entrare nel mercato, costi di trasferta per lo sviluppo di partnership commerciali con realtà locali).


Sul fronte Contributo Export su Credito Fornitore - concesso all’esportatore a parziale o totale riduzione del costo di smobilizzo dei titoli di pagamento e delle fatture commerciali emesse dall’acquirente estero – SIMEST ha previsto un plafond dedicato con condizioni vantaggiose per commesse in America Latina.