Pubblicato il 21/05/2026
Scopri come il Corridoio Medio sta trasformando i Paesi STAN in uno snodo strategico tra Europa e Asia, quali settori offrono le maggiori opportunità per le imprese italiane (Agricoltura, Energia, Meccanica) e come i recenti accordi di collaborazione con l’Italia e i fondi SACE/SIMEST possono supportare nuovi progetti di export e investimento.
Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan sono oggi mercati da osservare con attenzione per le imprese italiane interessate a nuove direttrici di export e collaborazione: da un lato per la crescita economica e i piani di modernizzazione industriale, dall’altro per il rafforzamento dei rapporti istituzionali e commerciali con l’Italia. Energia, materie prime critiche, infrastrutture, agricoltura, meccanica, tecnologie industriali e transizione green sono tra gli ambiti in cui l’area sta attirando investimenti e aprendo nuove opportunità di business.
L’Asia centrale è una delle Regioni strategiche del Piano d'azione per l’Export nei mercati extra UE ad alto potenziale della Farnesina: un crocevia strategico per infrastrutture e commercio che rappresenta un ponte tra Oriente e Occidente.
Il ruolo geopolitico di queste cinque repubbliche, nate nel 1991 con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, è sempre più rilevante e oggi guardano con interesse all’area oltre alla Russia anche Cina, Stati Uniti e l’Europa.
Rotte commerciali Est – Ovest: il Corridoio Medio
A causa del conflitto Russia – Ucraina, le catene del valore e logistiche che sfruttavano il Corridoio Nord (transitante per la Russia) si sono interrotte.
Per diversificare le rotte commerciali tra Est e Ovest, un’alternativa è rappresentata dal Corridoio Medio, una rete di ferrovie e rotte marittime che consente di collegare Europa e Asia. Il Middle Corridor attraversa l’Azerbaijan, importante fornitore energetico per l’Europa, il Kazakistan crocevia dell’Asia Centrale e gli altri Stati ex sovietici, per poi saldarsi alla Belt and Road Initiative.
Nel 2022, i traffici per il Corridoio Medio sono aumentati del 250% rispetto al 2021. La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo ha condotto uno studio sui collegamenti di trasporto sostenibili tra Europa e Asia centrale, in vista di una possibile integrazione nelle reti del Trans-European Transport Network (TEN-T). La Banca europea per gli investimenti (Bei), ha previsto nuovi progetti di connettività infrastrutturale nell’Asia centrale.
Il Corridoio Medio rappresenta un’alternativa più rapida e strategica rispetto alle rotte marittime tradizionali. Secondo alcune stime, la rotta trans-caspica consente di collegare Asia ed Europa in circa 12-15 giorni, contro i 30-40 giorni necessari via mare attraverso Suez, con un risparmio potenziale di 15-25 giorni a seconda della tratta, delle connessioni intermodali e delle condizioni operative. Inoltre, questa direttrice permette di diversificare i flussi commerciali, riducendo l’esposizione ai rischi geopolitici legati a possibili blocchi o tensioni lungo rotte sensibili come Hormuz, Suez e il Mar Rosso.
Anche la Turchia sfrutta la sua posizione geografica e la paura globale generata dal blocco di Hormuz per promuovere il passaggio di beni e risorse energetiche attraverso la direttrice Anatolia - Caucaso - Asia Centrale (come alternativa al Corridoio economico India - Medio Oriente - Europa IMEC).
Kazakistan: ponte strategico tra energia, materie prime critiche e nuove opportunità per l’Italia
Il Kazakistan – il paese più esteso e ricco di risorse energetiche della regione - tenta di bilanciare le influenze russa e cinese sviluppando relazioni più forti con l’Occidente. Ha una popolazione di 20 milioni di abitanti, pur essendo il nono Paese più esteso al mondo.
La recente transizione politica ha portato a un’apertura verso riforme democratiche.
Il settore estrattivo contribuisce per circa il 13% al PIL che è di circa 270 miliardi di dollari. Il Kazakistan ha già collaborato alla stabilizzazione dell'approvvigionamento energetico europeo, prima della recente crisi in Medio Oriente.
L'Italia è uno dei principali partner del Kazakistan; è al terzo posto (dopo Cina e Russia) in termini di scambi commerciali con Astana.
Il rapporto è particolarmente solido nel settore energetico, con esportazioni di petrolio e prodotti petroliferi kazaki. Eni collabora alla gestione del giacimento petrolifero di Karachaganak, partecipa al consorzio PSA del Mar Caspio Settentrionale ed è responsabile delle operazioni nel giacimento di Kashagan.
Nella classifica internazionale Climatescope, che valuta l'attrattività di 100 Paesi per gli investimenti nelle energie pulite e nella decarbonizzazione, il Kazakistan è passato dal 54° posto nel 2017, al 24° nel 2025 tra i mercati emergenti, a testimonianza dell'espansione delle energie rinnovabili.
Per le imprese italiane, le opportunità più rilevanti si concentrano in tre macro-aree:
Kirghizistan: crescita solida e transizione energetica per sostenere lo sviluppo
Secondo il FMI, la Repubblica del Kirghizistan ha una crescita economica robusta nonostante le incertezze globali, con un'inflazione stabilizzata e un debito pubblico in calo. Dal 2022 l'economia è cresciuta del 9% all'anno, per poi rallentare al +6,8% nel 2025.
Il Fondo Monetario prevede che la crescita si modererà gradualmente con la normalizzazione degli scambi commerciali esteri e il rallentamento della domanda interna, mentre l'inflazione rimarrà stabile grazie a una politica monetaria prudente.
Gli analisti indicano alcune priorità per rafforzare il potenziale di sviluppo del Paese: riforme strutturali per aumentare la produttività, maggiore concorrenza, flessibilità del mercato del lavoro e investimenti in infrastrutture sostenibili, sanità e istruzione. Grazie al sostegno della Banca Mondiale, verranno costruite altre centrali solari nelle regioni di Talas e Batken.
Fonte: “The Times of Central Asia”
Potenziali ambiti di investimento per le imprese italiane
China - Kirghizistan - Uzbekistan railway
Pechino, Bishkek e Tashkent hanno firmato un accordo che finanzia con 4,7 miliardi di dollari la costruzione di un nuovo collegamento ferroviario diretto tra Repubblica Popolare Cinese - Kirghizistan - Uzbekistan (CKU). La costruzione è partita ufficialmente il 27 dicembre 2024. In Kirghizistan dovrebbero passare circa 300 km e la linea ferroviaria sarà completata tra il 2028 e il 2030.
La CKU farà parte di una più ampia linea ferroviaria transcontinentale che ridurrà i tempi di transito di almeno sette giorni rispetto alle rotte settentrionali della Transiberiana e al trasporto marittimo. La realizzazione del collegamento ferroviario consentirà inoltre di aumentare le esportazioni delle risorse della regione di Naryn (carbone, ferro e alluminio) ancora poco sfruttate.
Fonte: “The Times of Central Asia”
Rete estera camerale e attività in Asia Centrale
Unioncamere presiede la rete delle Camere miste — Camere di Commercio Italo-Estere ed Estere in Italia iscritte all’Albo — che rappresentano un presidio operativo per accompagnare le imprese italiane nei percorsi di internazionalizzazione, anche verso i mercati dell’Asia Centrale e del Caucaso.
In Kazakistan sono attive due realtà camerali: la CICK – Camera Italiana per il Commercio con il Kazakhstan, presente dal 1991 e iscritta all’Albo Unioncamere dal 2000, con sedi a Roma, Almaty e Astana; e la CCIK – Camera di Commercio Italo-Kazaka, nata nel 1996 e riconosciuta nel 2009, con sede a Milano. Entrambe offrono supporto alle imprese italiane attraverso servizi di marketing, logistica, interpretariato e consulenza.
Un ruolo trasversale sull’area è svolto inoltre dalla CII Iran & Paesi E.C.O., Camera Italo-Iraniana attiva dal 1998 che, da novembre 2024, ha esteso la propria missione all’intera area E.C.O., comprendente anche i cinque Paesi dell’Asia Centrale — Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan — oltre ad Azerbaigian, Afghanistan, Turchia e Pakistan. La Camera offre consulenza specialistica su normative fiscali e commerciali, incentivi, gare e appalti, oltre a supporto nei rapporti con istituzioni finanziarie.
Principali fiere
Continua a seguirci, nel prossimo approfondimento proseguiremo il viaggio nei Paesi STAN con un focus su Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan: analizzeremo le opportunità più rilevanti per l’export italiano, i recenti accordi di collaborazione con l’Italia e il ruolo degli strumenti SACE, SIMEST e Promos Italia a supporto di nuovi progetti di internazionalizzazione nell’area.