Export italiano a quota 643 miliardi nel 2025: la tenuta delle PMI tra sfide globali e nuovi mercati.                                                     Focus sui settori Farmaceutico, Nautico, Orafo

Export italiano a quota 643 miliardi nel 2025: la tenuta delle PMI tra sfide globali e nuovi mercati. Focus sui settori Farmaceutico, Nautico, Orafo

Pubblicato il 19/03/2026

Le esportazioni rappresentano la principale componente di sviluppo del PIL nazionale. Sono oltre 120mila le imprese esportatrici che impiegano circa 4,3 milioni di addetti



Perché questo articolo è utile alla tua impresa?


Con questo articolo, la tua impresa può capire come orientarsi nei mercati internazionali e prendere decisioni strategiche basate sui dati reali del Sistema Italia.


Nello specifico, ti aiuterà a:


         Capire dove investire: scoprire in modo chiaro quali Paesi stanno crescendo (offrendo nuove opportunità) e quali, come la Germania, stanno attraversando una fase di stallo.

         Confrontare i tuoi risultati: misurare le performance della tua azienda rispetto all'andamento medio nazionale del tuo specifico settore (dall'agroalimentare all'automotive).

         Gestire i nuovi rischi: comprendere le attuali dinamiche geopolitiche per non farti trovare impreparato e strutturare un export più sicuro.


L’Italia ha una quota del mercato globale pari al 2,8% e compare nella classifica dei primi 10 esportatori di beni a livello globale.


Nonostante le tensioni commerciali, le guerre e i dazi USA, nel 2025 le esportazioni italiane sono tornate a crescere dopo il leggero calo registrato nel 2024.


Export italiano di beni in valore (variazione % annua)



Secondo dati Istat nel 2025, l’export in valore cresce del 3,3% rispetto al 2024.


A contribuire sono principalmente le maggiori vendite di:
articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%)
metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+9,8%)
mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+11,6%)
prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%).


La meccanica strumentale - primo settore di export - ha riportato un andamento stazionario, così come gomma e plastica e apparecchi elettrici.


In contrazione, per il secondo anno consecutivo, le esportazioni di tessile e abbigliamento

(-2,2%). In calo anche prodotti chimici (-1,1%) e altra manifattura (-7,3%).


L’export è cresciuto in particolare verso i Paesi Ue (+4,1%) che assorbono circa il 51% del valore esportato, ma anche in quelli extra-Ue (+2,1%).


Su base annua, la Svizzera (+41,7%) è il paese che ha fornito nel 2025 il contributo positivo maggiore all’export nazionale; seguono paesi ASEAN (+48%), Polonia (+19%), Francia (+5,4%) e Spagna (+8,4%).


Principali mercati di destinazione


Secondo l’analisi SACE, l’export verso la Germania torna a crescere (+2,5%), dopo il calo del 2024, sostenuto dalle vendite di navi e imbarcazioni, alimentari e bevande, tessile e abbigliamento




Export Farmaceutico: +28,5% nel 2025:


L’industria farmaceutica nel 2025 si conferma locomotiva dell’export italiano.
In un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità energetica, il comparto farmaceutico si distingue per capacità di penetrazione nei mercati esteri e integrazione nelle catene globali.

Secondo i dati Istat, le esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici crescono del +28,5% su base annua.
Tra i comparti del manifatturiero, in termini di export, la farmaceutica è prima per crescita e seconda per valore (69,2 miliardi di euro) preceduta dalla meccanica.
L’aumento complessivo delle esportazioni manifatturiere, nel 2025, è stato pari a 19 miliardi di euro; ben 15 miliardi provengono dall’industria farmaceutica. E aumenta il peso della farmaceutica sul totale dell’export manifatturiero: oggi rappresenta l’11,3% del totale, nel 2015 era pari al 5%.

La crescita dell’export coinvolge sia l’area UE (+4,2%) sia l’area extra-UE (+2,4%). Tra i mercati con i contributi positivi più rilevanti nel 2025 figurano:
Paesi ASEAN (+48%)
Svizzera (+41,7%)
Polonia (+18,9%).

Gli Stati Uniti si confermano mercato di riferimento sia per la dinamica delle vendite (+7,2%), sia per il peso sull’interscambio complessivo.

Le FAB13 - storiche multinazionali del farmaceutico a capitale italiano (Alfasigma, Abiogen Pharma, Angelini Pharma, Chiesi Farmaceutici, Dompé Farmaceutici, I.B.N. Savio, Italfarmaco, Kedrion, Menarini, Molteni, Neopharmed Gentili, Recordati e Zambon) realizzano il 75% del loro fatturato all’estero. Con 67 siti produttivi e 43 centri di ricerca e sviluppo distribuiti in tutto il mondo, hanno consolidato la loro presenza internazionale mantenendo la direzione strategica e decisionale in Italia.


Fiere di settore


  1. CPhl Worldwide (itinerante in Europa)
  2. Pharmapack Europe (Francia)
  3. Expopharm (Germania)
  4. Medica (Germania)



Leadership globale nella produzione di superyacht


Secondo il Watch Global Order Book, il mercato dei superyacht conta 1.093 yacht di lunghezza superiore ai 24 metri in costruzione o in ordine, a livello globale.
Il numero totale di superyacht in costruzione è in calo di 45 progetti, pari al 3,95%, rispetto al 2025. Nei prossimi anni gli analisti prevedono che il portafoglio ordini si attesterà tra 950 e 1.000 superyacht in costruzione all'anno.

Complessivamente, i costruttori italiani rappresentano il 50% della produzione mondiale di superyacht grazie a realtà come: Azimut|Benetti Group, Sanlorenzo, i sette marchi del Gruppo Ferretti, The Italian Sea Group (TISG), Overmarine, Baglietto e Cantiere delle Marche. Next Yacht Group e Tankoa sono entrati nella lista dei 20 migliori costruttori.

Al secondo posto della classifica dei Paesi produttori, la Turchia, al terzo la Norvegia. Seguono Taiwan e il Regno Unito che scende dal quarto al sesto posto.

Il Gruppo Azimut | Benetti da 26 anni è il più grande produttore mondiale di superyacht. La divisione Azimut del gruppo sta costruendo 99 progetti di lunghezza superiore a 24 metri con una lunghezza totale di 2.955 metri. Il portafoglio ordini di Benetti comprende 64 progetti, che rappresentano 2.969 metri di costruzione per una lunghezza media delle imbarcazioni di 46,39 metri.

Sanlorenzo, al secondo posto, registra un aumento della lunghezza di produzione del 5,32%, suddiviso tra 4.398 metri di yacht a motore e 300 metri di yacht a vela.

Il Gruppo Ferretti, composto dai marchi Ferretti, Pershing, Riva, Custom Line, CRN, Wally e Itama, si aggiudica il terzo posto.


Fiere di settore


  1. Boot Düsseldorf (Germania)
  2. Monaco Yacht Show (Principato di Monaco)
  3. Cannes Yachting Festival (Francia)
  4. Miami International Boat Show (USA)
  5. China (Shanghai) International Boat Show (CIBS) (Cina)


Export settore Orafo-argentiero-gioielliero


L’Area Studi Mediobanca ha realizzato uno studio sui dati finanziari dei 101 maggiori player del settore.

Secondo l’Online Jewelry – Global Strategic Business Report, tra il 2023 e il 2024 le vendite globali online di gioielli sono passate da 93 a 105 miliardi di dollari nel 2024 (+12,9%), con previsioni di superare i 166 miliardi entro il 2029.

La presenza di gruppi internazionali in Italia vede 12 imprese che generano un giro d’affari aggregato di quasi 2,4 miliardi di euro, pari al 26,7% delle vendite totali, con ricavi medi di 199 milioni, più che doppi rispetto alle aziende a capitale italiano (73,6 milioni).

Nel 2024 al primo posto per ricavi si colloca Bulgari Gioielli (846 milioni), davanti a Morellato (723 milioni), PGI (637 milioni), Damiani (368 milioni) e UnoAerre Industries (283 milioni).

La base produttiva delle aziende del comparto è in massima parte italiana: complessivamente sono 11 gli stabilimenti produttivi esteri (5 in Europa, 3 in Asia, 2 nelle Americhe e 1 in Africa).

Le filiali commerciali e di servizi localizzate all’estero sono 98:




Tra il 2015 e il 2024 la quota di mercato detenuta dall’Italia è passata dal 5,8% nel 2015, all’11,2% nel 2024 superando la Svizzera (hub dei beni di lusso francesi e paese di transito di prodotti orafi, anche italiani) e l’India.


Da gennaio a settembre 2025, sulla base delle elaborazioni effettuate dal Centro Studi di Confindustria Federorafi su dati ISTAT, le esportazioni del settore accusano una variazione rispetto allo stesso periodo del 2024 in valore pari al -15,2% e in quantità pari al -23,3%.


Da segnalare la variazione negativa della Turchia (-52,2%) che malgrado il dato negativo rimane un mercato di riferimento fondamentale. Nella valutazione del calo va considerato che, nel 2024, le importazioni turche dall’Italia erano cresciute del +468,7%.


Al secondo e terzo posto si collocano la Svizzera (+16%) e gli Emirati Arabi Uniti (+13,2%). Gli Stati Uniti, in quarta posizione, cedono invece il -13,3%.


Con riferimento ai maggiori distretti del settore, Arezzo si conferma al primo posto tra le province italiane per valore esportato. Seconda Vicenza davanti ad Alessandria e Napoli – Caserta.


Fiere di settore


  1. Jewellery & Gem WORLD Hong Kong (Cina)
  2. International Jewellery Tokyo (Giappone)
  3. Bangkok Gems & Jewelry Fair (Thailandia)
  4. JCK Las Vegas (USA)
  5. Inhorgenta Munich (Germania)
  6. Bisutex (Spagna)
  7. Istanbul Jewelry Show (Turchia)



UCIMU: Previsioni export 2026


Per i costruttori italiani di macchine utensili robot e automazione, dopo un 2024 complicato e un 2025 fiacco, il 2026 dovrebbe essere migliore anche se la persistenza della forte instabilità internazionale potrebbe complicare lo scenario previsivo.

Secondo il Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, nel 2025 la produzione nazionale si è attestata a 6.420 milioni di euro (+1,5% rispetto all’anno precedente).

L’export si è ridotto a 3.710 milioni (-13,2% rispetto al 2024). Quasi tutti i principali mercati di destinazioni del made in Italy settoriale hanno registrato segno meno. Il dato di export/produzione è tornato a scendere fermandosi a 57,8%
Nel periodo gennaio-settembre 2025, principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di sole macchine utensili sono risultati: Stati Uniti primo mercato di sbocco (423 milioni di euro, -8,1%), Germania con la crisi dell’automotive (196 milioni di euro, -29,7%); Francia (145 milioni, -0,5%), India (135 milioni -4,2%), Polonia (135 milioni, +13,3%).

Per il 2026, le previsioni UCIMU indicano una crescita moderata della produzione che arriverà a 6.590 milioni (+2,6% rispetto al 2025).
Tale risultato sarà determinato dal ritorno in campo positivo delle esportazioni (+0,7%) rispetto al valore del 2025, attestandosi a 3.735 milioni di euro, e dall’incremento delle consegne dei costruttori italiani che cresceranno a 2.855 milioni di euro (+5,4% rispetto al 2025), sostenute dall’aumento della domanda domestica.