Ue – India firmano storico accordo commerciale

Ue – India firmano storico accordo commerciale

Pubblicato il 12/02/2026

Il 27 gennaio l'UE e l'India hanno concluso i negoziati per un accordo di libero scambio ambizioso.


L’intesa rafforzerà i legami economici tra la seconda e la quarta economia mondiale, in un momento di crescenti tensioni geopolitiche.


La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Abbiamo creato una zona di libero scambio di 2 miliardi di persone, con entrambe le parti destinate a trarne vantaggi economici. E, soprattutto, questo è solo l'inizio: costruiremo su questo successo e rafforzeremo ulteriormente le nostre relazioni".


Interscambio commerciale con l’India.


L'UE e l'India commerciano beni e servizi per un valore di oltre 180 miliardi di EUR all'anno.


Nel 2024 l’export italiano verso l’India – che rappresenta il quarto mercato di sbocco del made in Italy nell’Asia centro orientale - ha raggiunto i 5,2 miliardi di euro (+1% rispetto al 2023).


I principali settori che compongono l’export italiano sono:


  1. macchinari e apparecchi (40,2%)
  2. prodotti chimici (11%)
  3. computer, apparecchi elettronici ed elettrici (10,3%)
  4. metalli di base e prodotti (7,9%)
  5. articoli in gomma e materie plastiche (4,8%).


Vantaggi per gli esportatori UE


La firma dell’intesa rappresenta l'apertura commerciale più generosa che l'India abbia mai concesso a un partner. Conferirà un vantaggio competitivo ai principali settori industriali e agroalimentari dell'UE, garantendo alle imprese europee libero accesso a un mercato composto da 1,45 miliardi di persone.


L’accordo eliminerà o ridurrà le tariffe in valore del 96,6% delle esportazioni di beni UE. Si prevede che le esportazioni di beni UE verso l'India raddoppieranno entro il 2032.


Ad esempio, i dazi sulle automobili scenderanno gradualmente dal 110% al 10%, con una quota di 250.000 veicoli all'anno. Saranno in gran parte eliminate le tariffe che pesano sui macchinari (44%), sui prodotti chimici (22%) e sui prodotti farmaceutici (11%).


La tabella elenca i principali settori di esportazione e confronta il dazio attuale con la riduzione tariffaria prevista dal nuovo accordo.


Immagine che contiene testo, numero, schermata, Carattere

Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.


I settori agricoli europei sensibili saranno pienamente protetti. L’Ue mantiene infatti le attuali tariffe doganali su: carne (bovina e di pollo), zucchero, riso, miele, banane, grano tenero e aglio.


Tutte le importazioni indiane continueranno a rispettare le rigorose norme dell'UE in materia di salute e sicurezza alimentare.

Ue e India stanno negoziando un accordo separato per il riconoscimento delle indicazioni geografiche.


Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat relativi ai primi undici mesi del 2025, a fronte di esportazioni italiane pari a 140 milioni di euro (+7%), costituite soprattutto da prodotti dolciari, spezie e mele, si registrano importazioni dall’India per quasi 600 milioni di euro (+14%), principalmente caffè, prodotti ittici e riso.


Per i vini, i dazi oggi al 150% scenderanno al 20 – 30%. Per l’ortofrutta (pere, kiwi e mele) dal 33% al 10%. L’olio d’oliva dall’attuale 45% passerà a zero dazi.


Immagine che contiene testo, numero, schermata, Carattere

Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.

Fonte: Commissione UE


La semplificazione delle procedure doganali renderà le esportazioni più rapide e facili.


Inoltre, l’intesa favorisce l’accesso privilegiato all'India agli investitori UE in settori strategici come i servizi finanziari e i servizi marittimi.


L'accordo garantisce un elevato livello di protezione e applicazione dei diritti di proprietà intellettuale. Si basa infatti sui trattati internazionali sulla proprietà intellettuale esistenti e avvicina le normative indiane e dell'UE.


Previsioni economiche India


Secondo le più recenti previsioni Ocse, l’area ASEAN, Cina e India contribuiranno in modo determinante alla crescita globale del prossimo biennio, grazie a una forte domanda interna, a ingenti investimenti pubblici e a condizioni finanziarie più favorevoli.


L’India sarà il paese più dinamico al mondo: + 6,2% quest’anno e + 6,4% nel 2027. Seconda la Cina, con + 4,4% di crescita del Pil nel 2026 e + 4,3% nel 2027.

L'aumento dei dazi applicati dagli Stati Uniti dovrebbe pesare sulle esportazioni indiane, ma i consumi privati saranno sostenuti dall'aumento dei redditi reali, dal basso tasso di inflazione e dalle minori imposte sui consumi.


La produzione manifatturiera indiana è prevista in aumento, sostenuta da una forte domanda di beni strumentali, così come il settore servizi (finanziario, commerciale, trasporti, tecnologie ICT).


Criticità


I colli di bottiglia infrastrutturali, come l'elettricità inaffidabile, le reti di trasporto inadeguate e l'accesso digitale limitato, continuano a compromettere la competitività del Paese.

Il contesto imprenditoriale si scontra con la complessità normativa e la burocrazia. Nonostante i progressi nella digitalizzazione e nella semplificazione procedurale, le aziende devono ancora affrontare molteplici requisiti, licenze e ispezioni.


Certificazione BIS per macchine e apparecchiature elettriche


Per vendere in India alcune categorie di prodotti sarà richiesta la certificazione BIS che attesti la conformità agli standard di qualità e sicurezza stabiliti dall’ente nazionale di certificazione Bureau of Indian Standards.


Gli obblighi di certificazione riguardano le macchine e le apparecchiature elettriche destinate al mercato indiano elencate nella Gazzetta Ufficiale, ad esempio: macchine per il packaging; per edilizia e industria mineraria; macchine utensili per il taglio dei metalli, la lavorazione di pietra, ceramica, vetro; per la lavorazione della gomma e della plastica.


L’entrata in vigore è stata posticipata al 1° settembre 2026, con un ordine pubblicato nella gazzetta ufficiale indiana il 13 giugno 2025.


Le norme sono, per la maggior parte, corrispondenti alle norme ISO adottate in Europa. Per le aziende con certificazione ISO, è molto più facile superare l'audit degli impianti produttivi in Italia.


È prevista la nomina di un Rappresentante Indiano Autorizzato (AIR), persona o società residente in India incaricata di gestire la pratica con il BIS che dovrà dichiarare di essere responsabile del rispetto, per conto del fabbricante europeo, delle varie disposizioni di legge. Il supporto in loco di un AIR competente è fondamentale per gestire in maniera efficace le varie fasi delle procedure di approvazione.


Supporto alle imprese italiane interessate all’India


Nel Piano d’azione integrato per l’export – teso a promuovere le esportazioni italiane dei settori di punta del Made in Italy nei Paesi più promettenti - l’India viene definita “mercato emergente con un grande potenziale di crescita”.


La Misura India di Simest rafforza la competitività internazionale delle imprese italiane con interessi strategici in India, sostenendo gli investimenti produttivi e commerciali e gli investimenti per l’innovazione tecnologica, digitale, ecologica, oltre alle spese di formazione.


Lo strumento permette di finanziare l’incremento di capitale sociale e finanziamenti soci delle controllate dell’impresa richiedente; le spese strettamente connesse alla realizzazione degli investimenti e all’individuazione di nuove opportunità; le spese promozionali (store temporanei, consulenza strategica per ingresso sul mercato, viaggio e soggiorno per lo sviluppo di partnership commerciali con realtà locali).


Inoltre, nell’ambito del Contributo export su credito fornitore (concesso da Simest all’esportatore italiano a parziale riduzione del costo dello smobilizzo di titoli di pagamento emessi a fronte di contratti di esportazione) è previsto un plafond dedicato da 300 milioni di euro e condizioni vantaggiose a sostegno della competitività delle imprese italiane che esportano beni e/o servizi verso l’India.