Focus USA - Stati Uniti: previsioni economiche, interscambio con l’Italia e investimenti IA

Focus USA - Stati Uniti: previsioni economiche, interscambio con l’Italia e investimenti IA

Pubblicato il 06/05/2026

Nella corsa al primato nell’Intelligenza artificiale, la Cina sta recuperando il ritardo rispetto agli Stati Uniti, un mercato ad alto potenziale per il business, inquadrato nelle azioni prioritarie e strategiche del Piano di Azione per l’Export del MAECI .


Proprio su questi temi strategici, L’Italy-US Business, Investment, Science and Innovation Forum 2026 (Miami, 15 maggio) pone al centro intelligenza artificiale, robotica e automazione – settori chiave per le PMI italiane nelle politiche di internazionalizzazione.


Secondo l’AI Index 2026 dell’Università di Stanford, la sfida al modello di IA più avanzato - che vede impegnati i ricercatori USA (OpenAI, Anthropic, Google, X) e quelli cinesi (Alibaba, ByteDance, DeepSeek) - non è mai stata così aperta.


Gli Stati Uniti continuano a produrre più modelli, detengono più brevetti chiave e stanziano investimenti privati 23 volte superiori a quelli cinesi, ma Pechino grazie anche agli investimenti pubblici supera gli USA per numero di pubblicazioni scientifiche, o nell’IA applicata al mondo fisico dei robot.


Gli USA sono il principale mercato di destinazione extra-UE per il Made in Italy. Nel 2025, nonostante i dazi, le esportazioni italiane negli USA hanno sfiorato i 70 miliardi


Previsioni economia USA


Secondo il Rapporto di previsione Confindustria 2026, la crescita del PIL degli Stati Uniti è attesa al +2,2% nel 2026 e al +2% nel 2027 (in linea con le ultime previsioni del Fondo Monetario Internazionale: +2,1% e +2,3% il prossimo anno).


La dinamica del PIL è supportata dai consumi delle famiglie e, in misura minore, dal contributo degli investimenti. Più incerto l’apporto alla crescita delle esportazioni, a causa dei continui cambiamenti sulle politiche tariffarie.


La produzione industriale USA nel 1° trimestre 2026 è in crescita (+0,9% la variazione acquisita), dopo il calo del 4° trimestre 2025 (-0,3%). Gli indici PMI e ISM manifatturieri sono tornati sopra i 50 punti (fase espansiva), dopo più di due anni.


Il mercato del lavoro ha invece rallentato: la variazione del numero di salariati è stata deludente nei primi tre trimestri del 2025 e in calo nel quarto. Tra gennaio e febbraio 2026, i posti creati sono stati 38mila, molto al di sotto del valore mensile di equilibrio di lungo periodo (intorno a 150 mila).


L’incertezza di politica economica nei prossimi mesi potrebbe aumentare, anche per via delle elezioni di midterm che si terranno in novembre. La politica fiscale rimarrà espansiva.


Previsioni FMI


Gli analisti del FMI rilevano che il deficit fiscale federale degli Stati Uniti è sceso dal 6,3% del PIL al 5,9% nell'anno fiscale 2025. Il debito pubblico è salito al 123,9% del PIL e il disavanzo delle partite correnti è rimasto elevato, attestandosi al 3,7% del PIL.

Le modifiche fiscali e di spesa approvate nel 2025 dovrebbero, nel breve termine, fornire un modesto impulso all'attività economica e il debito pubblico dovrebbe superare il 140% del PIL entro il 2031.

Il FMI si attende che l'impulso inflazionistico derivante dai dazi si attenui e che i prezzi del petrolio scendano dagli attuali livelli elevati, consentendo all'inflazione di base di tornare al 2% nella prima metà del 2027.

Gli analisti prevedono infine che l'aliquota tariffaria effettiva applicata alle importazioni negli Stati Uniti si stabilizzerà tra il 7% e l'8,5%.


Interscambio commerciale con l’Italia 2025


Gli Stati Uniti sono la prima destinazione extra-UE delle merci italiane e la seconda in assoluto dietro la Germania.

Nel 2025 gli scambi italiani con gli Stati Uniti hanno registrato un forte incremento:
- gli acquisti dagli USA hanno registrato un balzo del 35,9% in valore sul 2024, superando i 35 miliardi di euro
- le vendite negli USA hanno sfiorato i 70 miliardi (+7,2%).

L’imprevedibilità delle politiche tariffarie USA ha alimentato un’accelerazione delle consegne oltreoceano nel 1° trimestre del 2025 nei settori a rischio di tariffe più elevate.

Il farmaceutico rappresenta il settore più importante negli scambi con gli Stati Uniti (41% dell’import e 23% dell’export italiano). Il 2025 ha registrato un balzo del 100% degli acquisti e del 54% delle vendite negli USA.

L’aumento dell’export verso gli Stati Uniti, nonostante l’inasprimento dei dazi, dimostra la solidità di alcuni comparti strategici e che il valore aggiunto, l’innovazione e la qualità restano le leve decisive per affermarsi.

Al netto di farmaceutica e mezzi di trasporto pesanti, le esportazioni verso gli Stati Uniti avrebbero registrato una flessione (-1,9%), che diventa -5,9% escludendo anche gli altri mezzi di trasporto. 
Fonte: https://www.unimpresa.it/export-2025/72709

Secondo il Rapporto sulla competitività dei settori produttivi – Edizione 2026 dell’Istat, rispetto ai principali partner europei, l’Italia appare più esposta nei confronti degli Stati Uniti che nel 2025 hanno assorbito il 10,8% dell’export italiano di beni.

Nel 2025, l’export verso gli Stati Uniti (+7,2 per cento) è stato guidato da:
- Mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli (+59,5%)
- Farmaceutica (+54,1%), il comparto con la quota più elevata sul totale delle esportazioni in questo mercato

In significativo calo le vendite di:
- Autoveicoli (-18,2%)
- Altra manifattura (-11,5%)
- Metallurgia (-10,3%)
- Coke e raffinazione (-63,1%).

La dinamica positiva del commercio estero italiano tra il 2024 e il 2025 verso il mercato statunitense ha prodotto alcuni cambiamenti del peso relativo degli Stati Uniti sul totale dell’export settoriale.

Nel 2025, nonostante la stretta tariffaria, gli Stati Uniti hanno incrementato la propria quota sulle esportazioni di alcuni settori chiave della competitività estera italiana:

- la Farmaceutica verso questo paese è cresciuta di circa 4 punti percentuali nella quota sulle esportazioni del settore (arrivata al 22,8%), confermandone il ruolo di prima destinazione per tali prodotti
- l'incidenza sulle vendite dei Mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli, appena inferiore al 25%, ha registrato un aumento di 5,8 punti percentuali rispetto al 2024.

Gli Stati Uniti riducono il proprio peso come mercato di destinazione in altri settori tipici del Made in Italy, tra cui Alimentari, Bevande, Mobili e Autoveicoli.

Da una simulazione realizzata a partire dalle tavole input-output internazionali, nell’ipotesi teorica di un azzeramento delle esportazioni negli Stati Uniti, il Pil italiano si ridurrebbe dell’1,1% (circa 20 miliardi di euro): lo 0,8% generato da effetti diretti, lo 0,3% da effetti indiretti. Quasi 7 miliardi di euro deriverebbe dai settori più esposti a questo mercato (Chimica, Farmaceutica, Prodotti da minerali non metalliferi, Metallurgia, Prodotti in metallo e Macchinari).
Fonte: Istat (Rapporto sulla competitività dei settori produttivi – Edizione 2026)




Effetti dei dazi USA


Le barriere protezionistiche USA stanno frenando gli acquisti all’estero del maggiore paese importatore e spingono la Cina (principale esportatore, che genera circa un terzo del valore aggiunto manifatturiero mondiale) a cercare nuovi mercati.


La sfida per le imprese italiane è quindi duplice:

  1. previsioni minore domanda USA
  2. maggiore afflusso di prodotti cinesi, a prezzi più bassi.


Il recente annullamento dei dazi da parte della Corte Suprema USA ha aperto la strada a possibili richieste di rimborso da parte degli importatori statunitensi. Sono già state intentate più di mille cause legali per conto di aziende che chiedono il rimborso dei dazi doganali, tra le quali: Costco, Kawasaki Motors, Goodyear, EssilorLuxottica, Cosmetics, Schick Manufacturing, Playtex, Xerox, Toshiba, Hormel Foods, Heineken, Aldi, Patagonia, Reebok, Hugo Boss, Dolce & Gabbana.


Secondo stime degli economisti del Penn-Wharton Budget Model - riportate da Reuters - l’importo che l’amministrazione americana potrebbe dover rimborsare raggiunge i 175 miliardi di dollari.


Anche i nuovi dazi globali del 10% - imposti dopo la sentenza della Corte per 150 giorni in base alla Sezione 122 del Trade Act del 1974 e rinnovabili dal Congresso – sono esposti a ulteriori ricorsi.


I nuovi dazi globali stanno ridisegnando la geografia delle tariffe USA, penalizzando i paesi che avevano raggiunto un accordo commerciale, come il Regno Unito e l’Unione Europea.


A guadagnare sono i paesi che, prima della sentenza della Corte Suprema, subivano dazi “reciproci” più elevati: Brasile (dal 26,3% al 10,8% con i dazi attuali al 10%), Cina (dal 36,9% al 26,9%), India (dal 22,3% al 13,9%).


L’Italia risulta il paese più svantaggiato dalla nuova situazione tra i maggiori paesi europei. La tariffa effettiva sui prodotti italiani esportati negli Stati Uniti era pari al 13,6%, inferiore alla media mondiale (15,2%). Dopo la sentenza della Corte Suprema, l’aliquota per l’Italia ha superato quella mondiale. Le imprese esportatrici italiane sono passate da una posizione di relativo vantaggio, a una di relativo svantaggio nei confronti del resto del mondo.


Simest: “Misura Stati Uniti”


FIERE, vetrine per le eccellenze italiane


Settore Farmaceutico e Biotecnologie

BIO International Convention: convention.bio.org

CPHI North America: cphi.com

World Health Expo (WHX) Miami https://www.miamibeachconvention.com/events/whx-miami-world-health-expo


Intelligenza Artificiale e Tecnologia

CES (Las Vegas): ces.tech

AI Summit New York: https://newyork.theaisummit.com/


Made in Italy (Food & Beverage, Design e Moda e Beauty)

Sigep Las vegas https://www.sigep.it/it/network/sigep-usa

Fancy Food Show (Summer & Winter): specialtyfood.com

Vinitaly New York https://www.vinitaly.com/eventi/eventi-vinitaly-nel-mondo/vinitalyusa-official/

High Point Market (Arredamento): highpointmarket.org

CFF (New York): Design contemporaneo icff.com

KBIS (Kitchen & Bath Industry Show): kbis.com

Coverings Florida: coverings.com (Ceramica e pietre naturali)

COTERIE (Moda): https://www.coteriefashionevents.com/events/coterie-new-york/about/

Chicago Collective: chicagocollectivemens.com (Moda uomo)

Project (Las Vegas/New York): projectfashionevents.com (Contemporary fashion)

CABANA Miami Beach https://www.cabanashow.com/exhibit

COSMOPROF Miami https://cosmoprofnorthamerica.com/miami/

COSMOPROF Los Angeles https://cosmoprofnorthamerica.com/las-vegas/


La sfida USA - Cina per la leadership globale nell’IA


I data center, spina dorsale dell’IA, sono energivori e richiedono una rete elettrica potente, efficiente con costi bassi. Secondo McKinsey l’utilizzo di energia elettrica negli Usa, da parte dei data center, crescerà dal 4,4% del totale nel 2025 a circa il 12% nel 2030.


In base ai dati dell’AI Index Report 2026 - uno dei documenti di riferimento più autorevoli per comprendere l’intelligenza artificiale oggi - gli Stati Uniti ospitano il maggior numero di data center per l'intelligenza artificiale: 5.427 data center, oltre 10 volte di più rispetto a qualsiasi altro Paese.


Gli USA sono leader negli investimenti in IA, ma la loro capacità di attrarre talenti globali è in declino:
-  gli investimenti privati ​​statunitensi in IA hanno raggiunto i 285,9 miliardi di dollari nel 2025 (23 volte superiori all'importo investito nel secondo paese in classifica, la Cina con 12,4 miliardi di dollari)

-  sono 1.953 le nuove aziende di IA finanziate nel 2025 (rispetto alle 172 del Regno Unito e alle 161 della Cina)

-  il numero di ricercatori e sviluppatori di IA che si trasferiscono negli Stati Uniti è diminuito dell'89% dal 2017, con un calo dell'80% solo nell'ultimo anno.


Dal 2024, gli investimenti privati ​​nell'IA negli Stati Uniti sono aumentati del 160,2%, rispetto a un aumento del 32,2% in Cina e del 7,2% in Europa.


Negli Stati Uniti, oltre la metà degli investimenti privati ​​totali nell'IA era legata all'IA generativa (163,6 miliardi di dollari). L'intelligenza artificiale generativa ha raggiunto un tasso di adozione del 53% nella popolazione nel giro di tre anni. Il valore stimato degli strumenti di intelligenza artificiale generativa per i consumatori statunitensi ha raggiunto i 172 miliardi di dollari all'anno all'inizio del 2026.


La California rappresenta 218 miliardi di dollari di investimenti in IA nel 2025, pari a oltre il 75% del totale nazionale. Colorado (19 miliardi di dollari), New York (13 miliardi di dollari) e Florida (6 miliardi di dollari) hanno registrato i maggiori investimenti. Più della metà degli stati americani ha ricevuto meno di 100 milioni di dollari in investimenti privati ​​nell'IA.





Brevetti sull’IA e inventori


A livello globale, il numero di brevetti sull'IA concessi è cresciuto esponenzialmente, passando da 3.866 nel 2010 a 131.121 nel 2024:


  1. la Cina detiene il 74,2% del totale globale
  2. gli Stati Uniti sono il secondo contributore con il 12,1% (15.290 brevetti)
  3. Europa (3%)
  4. India (0,4%).


Nell'ultimo decennio, la quota degli Stati Uniti è diminuita costantemente dal picco del 42,8% raggiunto nel 2015, mentre la quota della Cina è aumentata da meno del 20% al livello attuale.


Nel 2025, la quota maggiore di autori e inventori di IA identificati proveniva dagli Stati Uniti (220.520), seguiti da India (50.460) e Germania (48.520).

Fonte: AI Index Report 2026


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