Arabia Saudita: Vision 2030 apre nuove opportunità per le imprese italiane

Arabia Saudita: Vision 2030 apre nuove opportunità per le imprese italiane

Arabia Saudita: Vision 2030 apre nuove opportunità per le imprese italiane

Pubblicato il 19/10/2026

L’Arabia Saudita resta un mercato di primo piano per le imprese italiane: nel 2025 il nostro export ha raggiunto 6,32 miliardi di euro, mentre Vision 2030 continua a sostenere investimenti in infrastrutture, energia, tecnologia e diversificazione economica. 

Quali settori offrono le prospettive più interessanti e quali rischi occorre considerare? Leggi l’articolo per approfondire dati, previsioni FMI e opportunità per le aziende italiane.

 

Contesto economico 

 

L’Arabia Saudita detiene le seconde riserve di idrocarburi (dopo il Venezuela) ed è il maggiore esportatore di petrolio al mondo. Il settore petrolifero rappresenta circa il 22% del PIL, oltre la metà delle entrate fiscali e circa il 60% delle esportazioni.

Secondo la nota di aggiornamento del Fondo Monetario Internazionale, risalente a luglio 2026, l’economia dell’Arabia Saudita ha dimostrato resilienza al conflitto in Medio Oriente, sostenuta da solidi fondamentali, infrastrutture diversificate per il petrolio e la logistica. 

 

Il PIL è cresciuto del 4,6% nel 2025, grazie all’attività non petrolifera trainata dalla domanda interna e dall'allentamento dei tagli alla produzione dell'OPEC+. L'inflazione è scesa al di sotto del 2% e il tasso di disoccupazione è su livelli contenuti.

 

L'Arabia Saudita dipende fortemente dalle importazioni di macchinari, materiali da costruzione e beni essenziali; le importazioni rappresentano circa il 70% del consumo interno di prodotti alimentari.

 

La guerra pesa sulle esportazioni di petrolio e sta incidendo negativamente sulle attività non petrolifere e sulla fiducia. Il reindirizzamento del petrolio attraverso l'oleodotto East-West - che trasporta fino a 7 milioni di barili al giorno verso il porto di Yanbu, sul Mar Rosso - ha contenuto il calo delle forniture, mentre l'aumento dei prezzi del greggio ha più che compensato la riduzione dei volumi, generando un incremento dei ricavi petroliferi. 

 

Gli attacchi con droni degli Houthi del 13 settembre hanno costretto l'Arabia Saudita a chiudere l'oleodotto East-West utilizzato per aggirare il blocco dello Stretto di Hormuz, interrompendo il commercio di greggio per alcuni giorni. Dal 22 settembre il gasdotto è tornato in funzione e sono riprese le esportazioni dal porto di Yanbu sul Mar Rosso.

 

Previsioni economiche

 

Secondo le proiezioni del FMI, l'economia saudita crescerà dell'1,7% nel 2026, in calo di 1,4 punti percentuali rispetto al precedente rapporto di aprile a causa delle persistenti tensioni geopolitiche. 

 

Per il 2027, il FMI prevede una crescita dell'economia saudita pari al 5,5%, mentre la Banca Mondiale prevede una crescita del 4,9%.

 

Nel medio periodo, il consolidamento fiscale e le riforme previste da Vision 2030 rimangono fondamentali per sostenere lo sviluppo e la diversificazione. Le riforme includono il miglioramento del contesto imprenditoriale, il sostegno alle piccole e medie imprese e l'incremento dell'adozione dell'intelligenza artificiale.

 

Oltre a Vision 2030, vi sono anche due importanti appuntamenti internazionali all’orizzonte - Riad Expo 2030 e la Coppa del Mondo di calcio del 2034 - che aprono interessanti opportunità per le imprese italiane.

 

Le prospettive rimangono fortemente incerte, con rischi orientati al ribasso. Il perdurare delle interruzioni alla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz potrebbe ulteriormente frenare gli scambi commerciali, indebolire la fiducia e pesare sulla crescita.

 

Sebbene il conflitto incida negativamente su commercio, turismo e manifattura non petrolifera, la domanda interna continuerà a essere sostenuta dalla stabilità dell'occupazione, da una spesa pubblica consistente e dalla realizzazione di numerosi progetti di investimento. 

 

Fonte: FMI 

 

INDICI PMI E IPI

 

Secondo l’ultimo report della Banca Centrale dell’Arabia Saudita, l'indice dei responsabili degli acquisti (PMI) si è attestato a 53,3 punti alla fine del secondo trimestre del 2026. 


Tale valore riflette un significativo miglioramento delle condizioni operative, la crescita del settore privato non petrolifero, ma anche il perdurare di criticità logistiche a livello regionale.

 

L'indice della produzione industriale (IPI) ha registrato un calo tendenziale del 17,8% nel secondo trimestre del 2026, causato da:

  • una flessione del 25,4% su base annua delle attività legate al settore petrolifero (calo del 28,4% nell'estrazione di petrolio greggio e gas naturale e riduzione del 12,2% nella produzione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio)

  • un incremento tendenziale dello 0,2% delle attività non petrolifere (in particolare: servizi di fornitura idrica, gestione delle reti fognarie, gestione dei rifiuti e risanamento ambientale, fornitura di energia elettrica, gas e aria condizionata)  

 

Interscambio commerciale con l’Italia

 

Nel gennaio 2025, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Principe ereditario Mohamed bin Salman Al Saud, hanno firmato una dichiarazione che ha elevato i rapporti bilaterali tra i due paesi a partenariato strategico, rafforzando il quadro istituzionale per lo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi.

Un percorso proseguito con il colloquio telefonico del 29 settembre 2026, durante il quale i due leader hanno confermato la volontà di convocare la prima riunione del Consiglio di Partenariato Strategico, un ulteriore passo nel consolidamento della cooperazione tra i due Paesi. Al centro del colloquio anche le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le possibili soluzioni diplomatiche, con particolare attenzione alla sicurezza delle rotte commerciali e alla libertà di navigazione negli Stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb, snodi strategici per il commercio internazionale.

 

Il rafforzamento della cooperazione bilaterale accompagna la crescente rilevanza dell’Arabia Saudita per il commercio estero italiano. Il Piano d’Azione per l’Export identifica, infatti, l’Arabia Saudita tra i mercati emergenti ad ampio potenziale di sviluppo.

 

L’export italiano verso l’Arabia Saudita nel 2024 è cresciuto del 27%, soprattutto grazie ai settori farmaceutico, macchinari e agroindustriale. 

 

Nel 2025 l’export ha raggiunto 6,3 miliardi di euro (+1,5 rispetto al 2024). I principali settori dell’export italiano sono:

  • macchinari e apparecchi (35,1%) 

  • farmaceutica e chimico-medicale (11,6%) 

  • metalli di base e prodotti (9,4%) 

  • prodotti alimentari 7,4% 

  • apparecchi elettrici 7,2% 

  • mezzi di trasporto 6,5%.

 


Tensioni nel Mar Rosso: le ripercussioni sulle rotte commerciali

 

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a rappresentare un fattore di rischio per il commercio internazionale. Nel settembre 2026, l'avanzata dei ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, lungo la costa occidentale dello Yemen ha aumentato le minacce alla navigazione nello Stretto di Bab el-Mandeb, passaggio strategico che collega il Mar Rosso all'Oceano Indiano e, attraverso il Canale di Suez, ai mercati europei.

 

La situazione si è ulteriormente aggravata a ottobre, con la ripresa delle operazioni militari delle forze governative yemenite sostenute dall'Arabia Saudita per riconquistare le aree costiere e ristabilire la sicurezza lungo questa importante rotta commerciale.

 

Per le imprese che esportano verso l'Arabia Saudita e i mercati dell'area, l'instabilità delle rotte marittime può tradursi in maggiori costi logistici e assicurativi, allungamento dei tempi di consegna e difficoltà nella pianificazione delle forniture. Le tensioni nello Stretto di Hormuz, altro snodo fondamentale per i traffici energetici e commerciali, aumentano ulteriormente l'incertezza.

 

In questo scenario, resta centrale il ruolo delle iniziative internazionali a tutela della libertà di navigazione, tra cui la missione navale europea Aspides, avviata nel 2024 per proteggere il traffico mercantile nel Mar Rosso e nelle aree marittime limitrofe.

Per le imprese esportatrici diventa quindi fondamentale monitorare l’evoluzione delle rotte commerciali, valutare i possibili aumenti dei costi logistici e assicurativi e pianificare con attenzione le consegne, per ridurre i rischi di interruzione delle forniture e garantire la continuità degli scambi commerciali.

 

Fonti: Avanzata Houthi lungo la costa del Mar Rosso e minacce alla navigazione - Nuova offensiva del governo yemenita contro gli Houthi. - Evoluzione del conflitto e conseguenze sulla sicurezza regionale 

 

Forum Imprenditoriale Italia-Arabia Saudita 2025

 

Il 25 e 26 novembre 2025 si è svolto a Riad il Forum Imprenditoriale Italia - Arabia Saudita, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e dall’Agenzia ICE, con la collaborazione dell’Ambasciata d’Italia a Riad.

 

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare il partenariato economico tra i due Paesi e approfondire le opportunità di investimento e collaborazione industriale offerte dal programma Saudi Vision 2030, che punta allo sviluppo di nuove filiere produttive, alla crescita dell’iniziativa privata e alla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali e tecnologici

 

Il Forum ha coinvolto oltre 430 aziende italiane e più di 600 saudite, riunendo rappresentanti istituzionali e operatori economici attorno a cinque settori strategici: infrastrutture, automotive, mobilità sostenibile, edilizia e arredo; salute e scienze della vita; alta tecnologia e digitale; agritech e agroindustria; industria della cultura e dello sport.

 

Il programma ha previsto sessioni istituzionali, panel settoriali, approfondimenti sulle opportunità di scambio e investimento e incontri B2B, seguiti da visite a siti di interesse economico legati ai grandi progetti di sviluppo sauditi - Mega e Giga Projects - offrendo alle imprese italiane l'opportunità di conoscere da vicino le prospettive di collaborazione legate alla trasformazione economica del Regno.

 

Tra i principali risultati del Forum, la firma di accordi commerciali per favorire nuove opportunità di business per le imprese italiane nei settori strategici di Vision 2030. Tra questi, l'operazione da 1 miliardo di dollari tra SACE e Saudi Electricity Company, finalizzata a sostenere le forniture italiane nel settore energetico, e l'accordo tra MERMEC e Saudi Arabia Railways per la digitalizzazione della rete ferroviaria saudita, due esempi concreti delle opportunità di collaborazione industriale e tecnologica tra i Paesi.

 

Fonti: Il Ministro Tajani in missione a Riad per rafforzare partenariato Italia – Arabia Saudita - Agenzia ICE – Successo per il primo Business Forum Italia-Arabia Saudita - SACE – Nuovi accordi e opportunità per l'export italiano - MERMEC Group – Espansione internazionale al Forum di Riad - 


Opportunità per le imprese italiane 

 

La domanda saudita di macchinari, tecnologie e competenze specialistiche offre spazi di crescita per i fornitori italiani. La guida dell’Ambasciata d’Italia a Riad individua opportunità soprattutto nelle infrastrutture e nella logistica: il piano di sviluppo del settore, quantificato in 267 miliardi di dollari, può generare commesse per ingegneria, tecnologie ferroviarie, automazione e componentistica. 

 

Altri ambiti promettenti sono l’energia, con impianti rinnovabili, idrogeno verde e tecnologie per la gestione dell’acqua; la sanità, con apparecchiature medicali e sistemi per la produzione farmaceutica; il digitale, con soluzioni per Industria 4.0 e infrastrutture ICT e l’agroindustria, con macchinari per la trasformazione alimentare e sistemi di irrigazione efficiente. Turismo e grandi progetti di sviluppo, insieme a Expo Riad 2030 e ai Mondiali di calcio 2034, aprono inoltre prospettive nei settori di edilizia, arredo, progettazione e ospitalità. 

 

Fonte: “Diplomazia della crescita: destinazione Arabia Saudita – Una guida per le aziende italiane”

 

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Rete estera camerale 

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