Pubblicato il 26/10/2026
TEHA Group - The European House Ambrosetti - ha presentato l’undicesima edizione del Global Attractiveness Index, l’indice che misura l'attrattività di un Paese. L’Italia risulta stabile, al 17esimo posto. Approfondisci i fattori che contribuiscono al posizionamento del nostro Paese e il supporto delle Camere di commercio nell’ambito dell’attrazione di investimenti e della valorizzazione del territorio.
L'attrattività rappresenta la capacità di un Paese di creare un contesto favorevole in cui imprese, investimenti, talenti e competenze scelgono di insediarsi, crescere e rimanere nel tempo. Questi fattori economici, istituzionali, infrastrutturali, sociali e ambientali nel loro insieme determinano la competitività di un territorio e la sua capacità di generare sviluppo.
Il GAI - Global Attractiveness Index - è una piattaforma di misurazione dell’attrattività-Paese sviluppata da The European House Ambrosetti in collaborazione con Toyota Material Handling, Philip Morris e Amazon.
L’Indice composito mette a confronto 146 economie, che rappresentano il 94% della popolazione mondiale e il 98% del Prodotto Interno Lordo ed è costruito a partire dalla riclassificazione dei KPI - Key Performance Indicator, indicatore chiave di prestazione - in quattro sotto-Indici: Indice di Posizionamento (IP), Indice di Dinamicità (ID), Indice di Sostenibilità (IS) e Indice relativo all’Orientamento al Futuro.
Il primo posto della classifica 2026 continua a essere occupato dagli Stati Uniti (100) anche se il suo vantaggio si sta riducendo. Al secondo posto la Cina (93,1) continua, infatti, la sua marcia di avvicinamento, malgrado la prolungata stagnazione dei consumi interni.
Singapore (85,1) supera la Germania e raggiunge il terzo posto. L’India balza dal 19° al 15° posto e vede il proprio indice aumentare di ben 4,2 punti. Il Regno Unito si mantiene al 5° posto nella classifica globale, prima del Giappone. Il Canada arretra dall’11° al 13° posto, con un punteggio in lieve diminuzione da 66,5 a 66 punti.
Dei 27 Paesi EU, 7 migliorano la propria posizione; 8 restano stabili (tra questi la Spagna che guadagna un punto e mezzo di score, ma rimane fissa al ventesimo posto); 12 perdono posizioni (oltre alla Germania, anche la Francia perde una posizione e scende dal nono al decimo posto).
L’Italia è stabile al 17esimo posto, con un miglioramento dello score da 60,8 a 62,1.
Nel confronto con gli altri Paesi della top-20:
l’Italia guadagna terreno rispetto a 11 delle 19 economie considerate: Austria (+3 punti), Francia (+2,9), Emirati Arabi Uniti (+2,1), Germania e Canada (+1,8), Stati Uniti e Svizzera (+1,3), Regno Unito (+0,8), Repubblica Ceca (+0,6), Giappone (+0,5) e Australia (+0,4)
l’Italia perde terreno nei confronti di: Singapore (-4,5 punti), India (-2,9), Hong Kong (-2,6), Cina (-2,0), Paesi Bassi (-1,7), Corea del Sud (-1,2), Irlanda (-0,3) e Spagna (- 0,2).
L’Italia risulta il Paese meno attrattivo del G7: lo score medio del gruppo è pari a 76,2 punti, con un distacco di 14,1 punti rispetto al risultato italiano.

Performance Italia
L’analisi della dinamica dei 24 KPIs che formano l’indice generale di posizionamento consente di cogliere alcuni aspetti della nostra economia.
Gli avanzamenti riguardano la sfera dell’innovazione (utilizzatori di Internet) e l’export; mentre gli arretramenti afferiscono alla dimensione dei flussi di investimenti diretti in entrata e a quella dell’efficienza (produttività totale dei fattori).
Nel 2025, l’export italiano è cresciuto del 3,3% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la cifra record di 643 miliardi di Euro. L'export è cresciuto anche verso gli Stati Uniti (+7%), unica grande economia europea ad aumentare in misura significativa le proprie esportazioni verso il mercato statunitense nonostante l'inasprimento delle politiche tariffarie.
Nel KPI 2 «Export + import» - che misura il grado di integrazione di un Paese nei mercati internazionali - l'Italia si posiziona 11ª, perdendo una posizione. Nel confronto europeo, la crescita italiana risulta in linea con quella della Francia (+0,4 p.p.) ma inferiore a quelle di Spagna (+0,5 p.p.), Germania (+0,6 p.p.) e Regno Unito (+0,7 p.p.).
Nel KPI 12 «Eterogeneità geografica delle esportazioni» l'Italia si posiziona 4ª - dietro a Cina, Germania e Stati Uniti, e davanti a India e Francia - confermando la posizione della precedente edizione.
L’Italia si posiziona come primo, secondo o terzo esportatore mondiale per valore in 906 categorie di prodotto, pari al 16,9% delle 5.351 categorie mappate: 172 primi posti, 372 secondi posti e 362 terzi posti. Rapportando il dato alla popolazione, l'Italia registra 14,9 podi per milione di abitanti, seconda soltanto alla Germania (22,7) e ampiamente davanti a Francia (8,1), Giappone (4,9), Stati Uniti (4,8), Cina (2,5) e India (0,5).
I due indicatori in arretramento mostrano, da un lato l’aggravamento di criticità strutturali presenti nella sfera dell’efficienza del sistema produttivo, dall’altro un netto ridimensionamento dei flussi di investimenti esteri in entrata dopo una fase positiva iniziata nel periodo post pandemia.
Gli investimenti diretti in entrata in Italia negli ultimi 3 anni sono calati da 32,6 miliardi di dollari nel 2023 a 20,1 nel 2024, per poi ridursi in misura significativa nel 2025 a 8,9 miliardi di dollari. Il contributo alla formazione di capitale del Paese si è ridotto dal 6,2% del 2023, al 4,1%, per arrivare all’1,5% nel 2025.
Il secondo KPI in flessione è relativo alla produttività totale dei fattori (PTF) che è la principale determinante della diminuzione della produttività del lavoro in Italia negli ultimi anni. Queste dinamiche interessano sia il settore industriale sia quello dei servizi.
La persistente debolezza salariale rende conveniente per le imprese aumentare l’impiego di lavoro per soddisfare le loro esigenze produttive. Tra il 2021 e il 2025 le retribuzioni medie lorde per dipendente sono aumentate del 9,9% in termini nominali, rispetto a una crescita del 15,8% del deflatore dei consumi delle famiglie, segnalando importanti perdite di potere d’acquisto tra i lavoratori, solo parzialmente mitigate dall’introduzione di provvedimenti di riduzione degli oneri contributivi.
Fonte: Global Attractiveness Index
Dall’export all’attrattività: il ruolo delle Camere di commercio
Il tema dell’attrattività riguarda da vicino il Sistema camerale italiano. Oltre al supporto all’internazionalizzazione, Camere di commercio e soggetti di sistema stanno infatti sviluppando servizi e progetti per favorire l’attrazione di investimenti e valorizzare i territori, come dimostrano esperienze quali Invest in Lombardy, realizzato dal Sistema Camerale Lombardo in collaborazione con Promos Italia (agenzia che estende peraltro i propri servizi di inward investment a numerose altre Camere socie sul territorio nazionale), il progetto Invest in Varese, promosso dalla Camera di commercio di Varese, e il modello piemontese di attrazione investimenti, sviluppato attraverso la collaborazione tra Regione Piemonte, sistema camerale e Ceipiemonte. Anche in Campania il tema è presente, sia attraverso il ruolo di Unioncamere Campania nel coordinamento del sistema regionale, sia nel raccordo con le politiche della Regione Campania per l’attrazione degli investimenti, che includono iniziative di location scouting e strumenti di sostegno agli investimenti produttivi.
A queste esperienze si affiancano altre best practice regionali di forte impatto: in Toscana, il sistema camerale e PromoFirenze collaborano attivamente alle attività di scouting e insediamento del programma regionale Invest in Tuscany; in Emilia-Romagna, l'Unione Regionale opera in stretta sinergia con ART-ER per attrarre capitali, startup e talenti internazionali nell'ecosistema produttivo locale; in Veneto, Venicepromex struttura campagne di marketing territoriale spesso legate all'indotto dei grandi eventi, mentre la Camera di Commercio di Roma interviene direttamente supportando infrastrutture d'avanguardia (come il Tecnopolo) per facilitare l'insediamento di multinazionali e poli di ricerca.
L’attrazione di capitali e imprese si lega, infine, a doppio filo con l'attrattività turistico-culturale (destination management), un asset strategico presidiato a livello nazionale da ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) e valorizzato da iniziative di sistema come il Mirabilia Network, l'associazione che riunisce oltre 20 Camere di Commercio per promuovere i siti UNESCO del territorio, con l'obiettivo di intercettare flussi turistici internazionali ad alto potenziale di spesa.
In questo quadro, sostegnoexport.it può rappresentare uno strumento utile anche per accompagnare le imprese nella lettura dei mercati e delle dinamiche che rendono un territorio più competitivo, attrattivo e connesso alle catene internazionali del valore.
Rete estera camerale
Joint Italian Arab Chamber of Commerce